Scilla e Cariddi
La terribile angustezza
Dopo l’Isola delle Sirene, il viaggio prosegue senza interruzioni. Omero non specifica la durata del viaggio. Anche questo incontro rimane quindi parte della giornata ricca di avvenimenti iniziata con la partenza da Aia.
Odisseo raggiunge ora lo “stretto terribile” annunciato da Circe. (12, 234)
Davanti a lui si profilano due pericoli: Scilla da un lato, Cariddi dall’altro. Circe gli aveva consigliato di scegliere il lato di Scilla – perdere sei compagni era meglio che perdere l’intera nave con il suo equipaggio a causa di Cariddi. (12, 109-110)
Cariddi – non un vortice
La descrizione che Omero fa di Cariddi, tuttavia, si adatta difficilmente a un vortice di marea come quello dello Stretto di Messina. Il mare viene dapprima risucchiato con forza impressionante. In quel momento diventa visibile il fondale marino, prima che le masse d’acqua ritornino con grande violenza.
... e in fondo spuntavano ciottoli neri.
Odissea, 12, 242
Questo dettaglio è degno di nota: un normale vortice di marea non scopre il fondale marino. Il ritirarsi dell’acqua descritto ricorda piuttosto il comportamento di una grande onda di marea o di uno tsunami.
La terribile strettoia
Anche la descrizione geografica contraddice l’ipotesi dello Stretto di Messina. Uno stretto largo diversi chilometri non corrisponde affatto all’immagine di una «terribile strettoia».
Nella mia ricostruzione, invece, questo passaggio si trova tra Vivara e Procida. Qui la strettoia descritta da Omero diventa immediatamente comprensibile.
Scilla rappresenta in questo contesto un altro tipo di pericolo. Omero la descrive come un essere dotato di una forma concreta, che si protende dal mare verso la nave e strappa sei uomini dalla nave. Cariddi, invece, rimane priva di una forma propria: è il movimento impetuoso del mare.
In Omero si contrappongono quindi due pericoli fondamentalmente diversi: un essere aggressivo e un movimento distruttivo delle acque.
Il passaggio tra Vivara e Procida non è quindi solo sufficientemente stretto per la descrizione di Omero. Anche la natura dei pericoli descritti trova qui una corrispondenza geograficamente comprensibile.



Il punto più stretto, a distanza di tiro con arco,
tra le isole di Vivara e Procida,
